Ipertermia e radioterapia

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L'ipertermia è una terapia che si associa i  modo efficace alla radioterapia favorendo l'apoptosi cellulare.

Le radiazione ionizzanti infatti non riescono ad uccidere tutte le cellule maligne che in parte risultano danneggiate.

La associazione di ipertermia oncologica dopo un trattamento radiante evita che le cellule maligne possano attivare alcuni meccanismi di autoriparazione inducendole alla autodistruzione.

L'utilizzo concomitante di Ipertermia e radioterapia aumenta l'efficacia delle radiazione ionizzanti espletando un meccanismo "superaddittivo". Vengono cioè a sommarsi gli effetti di entrambe le terapie con un risultato migliore da quanto atteso dalla applicazione indipendente delle due metodiche.  Il potenziamento è massimo se i due trattamenti vengono somministrati entro un breve intervallo di tempo.

Numerosi trials clinici hanno documentato un incremento di risposte complete di circa 1.5/2 volte nel trattamento associato delle recidive locali di carcinoma mammario, nelle metastasi linfonodali di neoplasie del distretto testa-collo e delle metastasi cutanee, sottocutanee e linfonodali di melanoma.

Ottimi sono anche i risultati ottenuti dall'associazione di radioterapia e Ipertermia nell'impiego neoadiuvante, cioè prima dell'intervento chirurgico per ottenerne la massima efficacia in termini di eliminazione della malattia, nei tumori del retto e della mammella.

Chemioterapia ed ipertermia neoadiuvante

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chemioterapia

Quando una neoplasia è localmente troppo estesa per poter essere asportata con un intervento chirurgico, è possibile ricorrere ad un trattamento "neoadiuvante"

Il trattamento consiste nella somministrazione di uno o più farmaci chemioterapici che hanno lo scopo di ridurre la dimensione della massa tumorale rendendo possibile l'esecuzione di un intervento chirurgico radicale.

Tale tipo di chemioterapia è detta neoadiuvante e consegna nelle mani del chirurgo un paziente meglio gestibile.

Anche l’ipertermia oncologica, in combinazione con la chemioterapia, può essere impiegata come trattamento neoadiuvante. In combinazione con la chemioterapia o la radioterapia prima dell’intervento infatti può dare un ulteriore contributo alla riduzione della massa tumorale facilitando il lavoro del chirurgo ed aumentando le probabilità di una remissione completa.